Affidamento figli minori

SCHEDA

L'affidamento dei figli in caso di separazione è oggi disciplinato dalle norme introdotte con la Legge n. 54 dell'8 febbraio 2006.

Il principio fondamentale è che, in caso di separazione personale dei genitori, il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Pertanto, in sede di separazione e salvo diverso accordo tra i coniugi, il giudice deve valutare prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori (affidamento condiviso) oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati (affidamento esclusivo), sempre e comunque considerando l'esclusivo interesse della prole.

Il giudice determina inoltre i tempi e le modalità della presenza dei figli presso ciascun genitore, fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all'istruzione e all'educazione della prole.

Il coniuge affidatario in via esclusiva avrà la potestà sui figli oltre all'amministrazione e l'usufrutto legale sui loro beni.

Il genitore divorziato non affidatario conserverà l'obbligo (ma anche il diritto) di mantenere, istruire ed educare i figli.

La richiesta di revisione dei provvedimenti adottati in sede di separazione non può essere richiesta senza l'assistenza di un avvocato.

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Lombardia - Linee guida e buone prassi per l’affidamento famigliare

SCHEDA

La giunta della Regione Lombardia ha approvato con deliberazione del 24 maggio 2011 – n. IX/1772 le Linee guida per l’affidamento famigliare.

Le trovate qui, a pagina 6 del Bollettino ufficiale della Regione Lombardia.

Le Linee Guida approfondiscono il senso dell’affido famigliare, chiariscono quali sono i soggetti coinvolti e le loro responsabilità , definiscono il percorso della famiglia affidataria, i diversi tipi di affido (a parenti, part time, in pronta accoglienza, del bambino insieme alla madre), illustrano durata dell’affido, contributi e detrazioni per le famiglie affidatarie.

L’obbiettivo delle Linee guida, spiega il comunicato stampa della giunta regionale lombarda, è “garantire al minore la realizzazione di un percorso per l’affidamento familiare che assicuri unitarietà di intervento e competenze specialistiche adeguate; garantire alle famiglie e ai cittadini informazioni corrette ed esaustive sulle diverse forme di accoglienza familiare e orientamento specifico a chi desidera accogliere un minore; garantire ai percorsi di affidamento una regia specializzata e stabile, che accompagni l’affido e ne verifichi l’evoluzione”.

Le Linee guida si soffermano in particolare sul ruolo delle associazioni famigliari. Sottolineando che le associazioni hanno permesso di trovare sempre più famiglie disponibili all’accoglienza, attività questa nella quale invece i soggetti pubblici hanno difficoltà. Si fa poi riferimento anche al riconoscimento formale che le associazioni famigliari hanno ricevuto con la legge nazionale 149/01. 

“Una ricchezza ed un’opportunità per l’intero sistema” sono, secondo le Linee Guida, sia le associazioni famigliari che sono interlocutore diretto dell’ente pubblico e costruiscono una rete di servizi per le famiglie affidatarie sia quelle più snelle che si limitano ad un ruolo di sostegno alla famiglia e di mediazione con l’ente pubblico.

Con la stessa delibera la giunta regionale ha approvato anche le Buone Prassi, che comprendono:

  • una proposta di documento per la definizione del regolamento per l’affido familiare gestito a livello associato
  • uno schema di accordo tra servizio (Asl o altro), famiglia affidataria e famiglia d’origine che riporta gli impegni di ciascuna parte
  • approfondimenti ed esperienze lombarde di successo su affido omoculturale, famiglia tutor, formazione congiunta di operatori e famiglie

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Sottrazione del minore italiano portato all’estero

SCHEDA

Se sospettiamo che possa verificarsi una sottrazione internazionale
Quando vi siano dubbi riguardo alla possibilità che i propri figli possano essere vittime di una sottrazione internazionale sarà opportuno attivarsi al fine di anticiparla.

Quindi:

    non concedere l'autorizzazione alla trascrizione del nominativo del figlio sul passaporto dell'altro genitore.
    se il bambino deve recarsi all'estero, far sottoscrivere all'altro genitore un impegno a rientrare in Italia ad una data prefissata.
    se invece vi è in corso un'azione per la separazione giudiziale e si ha motivo di ritenere che il figlio verrà affidato all'altro genitore, chiedere che venga previsto chiaramente nel provvedimento il divieto all'espatrio del minore senzaun esplicito e formale consenso del genitore non affidatario.
    se non era stato contratto matrimonio con l’altro genitore e non è mai stato emesso un provvedimento sull'affidamento del minore, chiedere l'emissione di un apposito provvedimento che preveda il divieto all'espatrio del minore a meno di consenso esplicito e formale dell'altro genitore.

Se la sottrazione è già stata attuata:
    contattare immediatamente l'Autorità centrale per l'avvio della specifica procedura, fornendo indirizzi presso cui potrebbe recarsi il sottrattore o nominativi di persone che potrebbero essere in qualche maniera coinvolte o interessate alla sottrazione, e richiedere l'apposita modulistica .
    evitare di insistere in tentativi autonomi di componimento della vicenda qualora vi siano già stati insuccessi o rinvii di date precedentemente concordate per la restituzione stessa. I mesi così persi potrebbero giocare a favore del sottrattore. Infatti le procedure di rimpatrio hanno la massima efficacia entro un anno dalla sottrazione o mancata restituzione.
    se lo Stato in cui il minore si trova fa parte dell’Unione Europea, consultare l’Autorità centrale anche riguardo alla possibilità e all’opportunità di richiedere, al Giudice italiano competente, l’adozione di un provvedimento di affidamento da far riconoscere ed eseguire nell’altro Stato, così ottenendo comunque, anche se in modo indiretto, la restituzione del minore

Se lo Stato in questione, invece, non ha aderito ad alcuna convenzione, la competenza appartiene al ministero degli affari esteri – Direzione generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie.

Sottrazione del minore straniero portato in Italia

SCHEDA

Nel caso in cui un bambino straniero viene sottratto e portato in Italia, la Convenzione de L'Aja del 25 ottobre 1980, secondo quanto previsto dalla legge di ratifica del 15 gennaio 1994 n. 64.
 
Esame dell’istanza
Una volta pervenuta la richiesta per il tramite della Autorità centrale estera,  l'Autorità Centrale italiana ne esamina la completezza valutandone l'aderenza alle prescrizioni di forma richieste dalla Convenzione ed eventualmente richiede integrazioni. Inoltre richiede alle Forze dell’ordine di procedere alla localizzazione del minore. Infatti la procedura può andare avanti soltanto se è confermata la presenza del minore sul territorio italiano.

Localizzazione del minore
Sezioni specializzate della Polizia di Stato italiana (espressamente dedicate a problematiche minorili) provvedono a localizzare il minore in Italia e contattano il sottrattore sondando la  sua disponibilità a riportare il minore nel luogo dal quale è stato sottratto.

Qualora il sottrattore non intenda rimpatriare spontaneamente il minore, l’Autorità centrale italiana trasmette l’istanza di rimpatrio e tutta la documentazione in suo possesso alla Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni competente per territorio (cioè quella del luogo in cui si trova il minore). La Procura della Repubblica chiede al tribunale per i minorenni di fissare l’udienza per la trattazione della procedura di rimpatrio e, a sua volta, trasmette al tribunale copia dell’intera documentazione.

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