Adozioni a Distanza

SCHEDA

Le risorse raccolte con la solidarietà sono una concreta prospettiva di crescita per i destinatari che ne beneficiano. 

I dati delle Nazioni Unite parlano di 29.158 bambini sotto i 5 anni che muoiono ogni giorno a causa di malattie prevenibili, del 20% di infanti senza acqua potabile, ma l’elenco angosciante di cifre continua delineando l’entità di fenomeni quali schiavitù, bimbi soldato, prostituzione e tutte le atrocità che negano l’infanzia a circa la metà della popolazione infatile. 

Le associazioni benefiche sostengono progetti che nascono dalla conoscenza delle culture e delle società nelle quali sono realizzati, quindi non interventi a pioggia che sprecano risorse ma mirati, che puntano a rimuovere le cause stesse della povertà.

L’adozione a distanza rientra in questo tipo di filosofia, si tratta di un sostegno continuativo che offre ad un bambino l’opportunità di andare a scuola, di curarsi e di vivere una vita degna, rimanendo nel suo paese e con la sua famiglia e soprattutto gli fornisce uno strumento fondamentale: l’istruzione. 

L’efficacia dei progetti è assicurata dai responsabili delle associazioni presenti in loco che si preoccupano della realizzazione e informano costantemente sull’utilizzo dei fondi. Una quota delle offerte è in genere diretta al sostegno delle strutture che erogano servizi al bimbo adottato ma anche a quelli che risultano esclusi dalle adozioni ma ugualmente bisognosi. 

Attraverso l’adozione si crea un legame unico con il piccolo e con la comunità cui appartiene, in questo modo si prende parte allo sviluppo di un adulto responsabile e istruito che possa impegnarsi in futuro per la sua gente assicurando che, una volta lasciata l’area d’intervento da parte delle associazioni benefiche, la comunità possa gestirsi in modo autonomo.

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Adozione Internazionale

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L'adozione internazionale è l'adozione di un bambino straniero fatta nel suo paese, davanti alle autorità e alle leggi che vi operano.
Le competenze in materia di adozioni internazionali, previste dalla Convenzione de L'Aja del 29 maggio 1993, ai sensi della Legge 31 dicembre 1998, n. 476, sono della:

Commissione per le adozioni internazionali
Autorità Centrale per la Convenzione de L'Aja del 29 maggio 1993
presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri

La procedura dell'adozione internazionale è complessa. Si possono sintetizzare alcuni punti principali

I requisiti per l'adozione internazionale sono gli stessi previsti per l'adozione nazionale, e sono previsti dall'art. 6 della legge 184/83 (come modificata dalla legge 149/2001)
L'adozione è consentita a coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, o per un numero inferiore di anni se i coniugi abbiano convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio per un periodo di tre anni, e ciò sia accertato dal tribunale per i minorenni.

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Adozione nazionale

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Affinchè si possa dar luogo all’adozione è necessaria:
• la dichiarazione dello stato di abbandono di un minore
• l'idoneità dei coniugi ad adottare.
Competente a emettere entrambi i provvedimenti è il tribunale per i minorenni nel cui distretto si trova il bimbo abbandonato.
L'adozione vera e propria è preceduta dall'affidamento preadottivo e, una volta intervenuta, spezza ogni vincolo di parentela fra il minore e i suoi familiari naturali, conferendo al bambino lo stato di figlio legittimo degli adottanti.

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Adozione da parte dei single

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L'adozione da parte del "single" è ammessa nei casi previsti dall'articolo 44 della Legge n. 184/83:

L'adozione in casi particolari è disciplinata dall'art. 44 della legge n. 184/83 così come sostituito dalla legge n. 149/2001, e tutela, nelle prime due lettere, il rapporto che si crea nel momento in cui il minore viene inserito in un nucleo familiare con cui in precedenza ha già sviluppato legami affettivi, mentre nelle altre due, i minori che si trovino in particolari situazioni di disagio.
Le ipotesi in cui si può far ricorso a questo tipo di istituto sono tassativamente previste dalla legge e di norma, tranne alcune eccezioni, l'adottato antepone al proprio il cognome dell'adottante.
Presupposto fondamentale è che i genitori dell'adottando prestino il proprio assenso, qualora siano in condizioni tali da fornirlo.

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