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Elenco Tribunali

ELENCO DEI TRIBUNALI CHE CONSENTONO IL DIVORZIO CONGIUNTO SENZA L'ASSISTENZA DI UN AVVOCATO


Il presente elenco potrebbe non essere aggiornato ed alcuni comuni sono compresi in circondari di tribunale diversi dalla provincia cui si appartiene, pertanto, vi invitiamo a contattarci via email per conoscere se il vostro comune di residenza fa parte o meno del comprensorio di un tribunale che consente il divorzio congiunto senza l'assistenza di un avvocato.

NORD


·PIEMONTE: Aqui Terme, Alba, Alessandria, Asti, Casale, Monferrato, Tortona, Vercelli
·LOMBARDIA: Crema, Cremona, Lodi, Sondrio, Varese
·TRENTINO ALTO ADIGE: Trento, Rovereto
·FRIULI VENEZIA GIULIA: Gorizia, Tolmezzo, Udine
·LIGURIA: Chiavari, Imperia, La Spezia, Sanremo, Savona


CENTRO


·TOSCANA: Firenze, Grosseto, Massa, Pistoia, Siena
·ABRUZZO: Lanciano, Pescara
·LAZIO: Cassino, Frosinone, Rieti
·MARCHE: Ancona, Camerino, Fermo, Urbino
·ABRUZZO E MOLISE: Isernia, Larino


SUD E ISOLE


·CAMPANIA: Benevento, S. Angelo dei Lombardi
·PUGLIA: Bari, Foggia, Lecce
·CALABRIA: Reggio Calabria
·SICILIA: Agrigento, Barcellona, Pozzo di Gotto, Enna, Marsala, Modica, Sciacca, Siracusa, Termini Imerese, Trapani
SARDEGNA: Cagliari, Lanusei, Oristano

divorzio congiunto

Trascorsi tre anni dal giorno in cui i coniugi si sono presentati dinnanzi al presidente del tribunale per l’udienza presidenziale di separazione, possono essere avviate le procedure dirette ad ottenere il divorzio. Se i coniugi sono d’accordo su tutte le condizioni di divorzio, è possibile proporre un ricorso congiunto, indicando tutte le condizioni relative ai figli ed ai rapporti economici fra i coniugi.
I tempi per addivenire una pronunzia di divorzio, in caso di divorzio congiunto sono di circa 4 / 5 mesi, a fronte di un tempo molto più lungo (2 / 3 anni) in caso di divorzio giudiziale.
I procedimenti che vengono avviati come giudiziali possono in qualsiasi momento (anche in corso di causa) essere trasformati in congiunti, al sopraggiungere dell’eventuale accordo tra le parti.
In caso di ricorso per divorzio congiunto, Il Tribunale valuta la rispondenza delle condizioni pattuite congiuntamente dalle parti all'interesse dei figli.
Se il contenuto del ricorso per divorzio congiunto non è ritenuto conforme alla legge o all'interesse della prole il Tribunale, previa emissione degli idonei provvedimenti urgenti, nomina il giudice istruttore, il quale, attraverso un giudizio ordinario di cognizione, dovrà accertare la conformità degli accordi pattuiti alla Legge.

Nella procedura di divorzio congiunto le parti possono essere assistite anche dallo stesso avvocato. Se, per qualunque motivo, l'accordo di divorzio congiunto non dovesse essere perfezionato, l'avvocato che ha assistito entrambi nel divorzio congiunto dovrà rinunziare al mandato essendogli preclusa (dal codice deontologico forense) la possibilità di assumere e di proseguire la difesa di uno solo dei coniugi.

La circostanza che le parti abbiano optato per la procedura di divorzio congiunto, non preclude la possibilità, di adire il tribunale, ove, in un successivo momento, le condizioni patrimoniali e personali dei coniugi, venissero a mutare a causa di elementi sopravvenuti. In questo caso ciascun coniuge potrà richiedere al Tribunale la modifica delle condizioni del divorzio congiunto.

 

figli naturali

Via libera della Camera al Ddl che eguaglia i diritti dei figli naturali a quelli dei legittimi, ovvero nati all'interno del matrimonio. Il disegno di legge - passato con 366 favorevoli, 31 contrari, 58 astenuti - è stato approvato in terza lettura dall'aula di Montecitorio. Passato senza modifiche - dopo i cambiamenti apportati dal Senato - il provvedimento approvato è diventato legge. Il provvedimento, dopo la firma del Capo dello Stato, approderà in "Gazzetta".

 Le novità in sintesi

L'equiparazione - Il provvedimento all'articolo 1, tra l'altro, stabilisce che "la parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all'interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo. Il vincolo di parentela non sorge nei casi di adozione di persone maggiori di età". E si chiude con «nel codice civile le parole: "figli legittimì" e "figli naturalì" sono sostituite, ovunque ricorranno, dalla seguente: "figlì".


La rivisitazione dei diritti e doveri - L'articolo 1 introduce, infine, i "diritti e i doveri del figlio", modificando l'articolo 315 del codice civile. Il figlio "ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacita', delle sue  inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni". Il figlio "ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti".

 Il diritto all'ascolto - Il figlio minore (che ha compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento) "ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano". Il figlio "deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione  alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finche' convive con essa".

Nel caso però  in cui sia venuta meno la potestà genitoriale,  il figlio può sottrarsi all'obbligo di prestare gli alimenti a quel  genitore. Uno dei decreti attuativi che dovranno essere emanati dal governo riguarderà la disciplina delle successioni e delle donazioni, ai fini dell'eredità.

 La delega al Governo sulla filiazione - L'articolo 2, invece, contiene la delega al governo che entro 12 mesi deve adottare "uno o più decreti legislativi di modifica delle disposizioni vigenti in materia di filiazione e di dichiarazione dello stato di adottabilità per eliminare ogni discriminazione tra i figli, anche adottivi".

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