Sottrazione del minore italiano portato all’estero

SCHEDA

Se sospettiamo che possa verificarsi una sottrazione internazionale
Quando vi siano dubbi riguardo alla possibilità che i propri figli possano essere vittime di una sottrazione internazionale sarà opportuno attivarsi al fine di anticiparla.

Quindi:

    non concedere l'autorizzazione alla trascrizione del nominativo del figlio sul passaporto dell'altro genitore.
    se il bambino deve recarsi all'estero, far sottoscrivere all'altro genitore un impegno a rientrare in Italia ad una data prefissata.
    se invece vi è in corso un'azione per la separazione giudiziale e si ha motivo di ritenere che il figlio verrà affidato all'altro genitore, chiedere che venga previsto chiaramente nel provvedimento il divieto all'espatrio del minore senzaun esplicito e formale consenso del genitore non affidatario.
    se non era stato contratto matrimonio con l’altro genitore e non è mai stato emesso un provvedimento sull'affidamento del minore, chiedere l'emissione di un apposito provvedimento che preveda il divieto all'espatrio del minore a meno di consenso esplicito e formale dell'altro genitore.

Se la sottrazione è già stata attuata:
    contattare immediatamente l'Autorità centrale per l'avvio della specifica procedura, fornendo indirizzi presso cui potrebbe recarsi il sottrattore o nominativi di persone che potrebbero essere in qualche maniera coinvolte o interessate alla sottrazione, e richiedere l'apposita modulistica .
    evitare di insistere in tentativi autonomi di componimento della vicenda qualora vi siano già stati insuccessi o rinvii di date precedentemente concordate per la restituzione stessa. I mesi così persi potrebbero giocare a favore del sottrattore. Infatti le procedure di rimpatrio hanno la massima efficacia entro un anno dalla sottrazione o mancata restituzione.
    se lo Stato in cui il minore si trova fa parte dell’Unione Europea, consultare l’Autorità centrale anche riguardo alla possibilità e all’opportunità di richiedere, al Giudice italiano competente, l’adozione di un provvedimento di affidamento da far riconoscere ed eseguire nell’altro Stato, così ottenendo comunque, anche se in modo indiretto, la restituzione del minore

Se lo Stato in questione, invece, non ha aderito ad alcuna convenzione, la competenza appartiene al ministero degli affari esteri – Direzione generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie.

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